Massimiliano Caruso

Oggi stiamo vivendo dei cambiamenti epocali o forse, stiamo vivendo un vero e proprio cambiamento d’epoca. L’incremento demografico, la digitalizzazione, la necessaria richiesta di sostenibilità per il futuro del pianeta e la ricerca di una nuova etica del bene comune sono alla base di tali cambiamenti trasformativi.

Cambiamenti epocali

Abitare e costruire il futuro non può prescindere da tali modificazioni. È impensabile che l’architettura, lo studio degli spazi urbani, l’abitare spazi da rigenerare o costruire il nuovo, possa prescindere dagli stili e dalle caratteristiche dei futuri insediamenti urbani, come dai nuovi contesti sociali che vanno prendendo forma e struttura.

Persone e digitalizzazione

Oggi un architetto o un ingegnere che progetta un edificio, piuttosto che uno spazio (pubblico o privato che sia), sarà inevitabilmente sollecitato e coinvolto dalle nuove conformazioni culturali che andranno ad integrarsi con le più evolute possibilità offerte dalla digitalizzazione delle comunicazioni, dell’energia e dei trasporti, piuttosto che dal crescente desiderio di custodire il territorio con una nuova consapevolezza sostenibile ed attenta all’ambiente come bene primario collettivo. Soprattutto non si potrà più pensare alla progettazione dei futuri spazi prescindendo dal valore dell’esperienza che questi creeranno e lasceranno nelle sensazioni emotive delle persone a cui saranno destinati.

Abbiamo costruito, sino all’alba della crisi, preoccupandoci semplicemente di far crescere le immobiliari e mettendo al centro il loro bene, poi abbiamo cominciato a capire che per uscire da questa drammatica crisi immobiliare avremmo dovuto costruire anche per il bene del cliente, colui che abiterà gli spazi che costruiamo ma, la vera sfida che cambierà profondamente il mercato dell’immobiliare, sarà quella di progettare e costruire per il bene della società.

Ecco il nuovo paradigma:

progettare e costruire per il bene delle immobiliari, per il bene del cliente che abiterà tali costruzioni e soprattutto per il bene della società. Costruire per il bene della società significa costruire in modo sostenibile, attenti a chi abiterà le città e le nostre case dopo di noi. Costruire per il bene della società significa progettare città ed edifici in modo tale che i nostri figli abbiano ancora la possibilità di poter scegliere come abitare il proprio futuro.

Questo futuro, già oggi, sta cominciando a premiare chi costruisce per il proprio bene, per il bene del cliente e per il bene della collettività.