Massimiliano Caruso

Le innovative tecnologie trasformative possono venire in aiuto all’edilizia per realizzare spazi ed ambienti abitativi in grado di offrire un livello di comfort indoor come non è mai stato possibile percepire ed apprezzare sino ad oggi.

La percezione sensoriale del freddo e del caldo

Ambienti in grado di creare un comfort ed una piacevole emozione dell’abitare

Il primo azzeramento di un persistente discomfort che affligge le nostre abitazioni è la percezione sensoriale del freddo e del caldo che si sperimentano all’interno di un ambiente confinato. Oggi tali discomfort sono principalmente generati dai valori di gradienti termici che si formano all’interno  dei volumi abitati. Il classico gradiente termico che genera discomfort è quello che si percepisce nello stare in ambienti con aria riscaldata a più di 20 °C e con le pareti opache e vetrate interne a circa 10°C. Tale gradiente di temperature genera anche inutili consumi di energia “attiva”, ovvero, di energia termica che deve inutilmente essere prodotta per rincorrere la mitigazione del discomfort percepito. La soluzione a tale primo discomfort è la relizzazione di pareti opache e trasparenti tali da ridurre drasticamente tale gradiente termico. La scelta fisica che ci viene incontro è la progettazione e realizzazione di edifici nZEB che prevedono pareti opache con temperature che non scendono sotto i 17 °C diminuendo di almeno 7°C il salto termico tra l’aria con la quale si trova a contatto il corpo di chi abita l’ambiente e la parete.

Il classico gradiente termico che genera discomfort è quello che si percepisce nello stare in ambienti con aria riscaldata a più di 20 °C e con le pareti opache e vetrate interne a circa 10°C.

Tale riduzione crea un’immediata sensazione di maggior benessere degli occupanti ed una riduzione dei rischi di ammalarsi a causa del microclima indoor della propria abitazione o del luogo di lavoro dove viene trascorsa gran parte della giornata. Contemporaneamente le performace degli isolanti ci aiuteranno ad eliminare un ulteriore discomfort tipico degli ambienti abitativi: il rumore. Isolanti performanti e innovative metodologie progettuali che realizzano la tenuta all’aria ed al vento degli involucri di edifici sono gli ingredienti irrinunciabili per eliminare il rumore.

Composti organici volatili

Isolanti performanti e innovative metodologie progettuali che realizzano la tenuta all’aria ed al vento degli involucri di edifici sono gli ingredienti irrinunciabili per eliminare il rumore.

Un altro discomfort da eliminare è la produzione dei composti organici volatili, (VOC-Volatile Organic Compounds). I VOC comprendono diversi composti chimici formati da molecole dotate di gruppi funzionali diversi, aventi comportamenti fisici e chimici differenti, ma caratterizzati da una certa volatilità. I VOC si trovano nell’ambiente indoor e sono prodotti dalle attività umane, come la CO2, piuttosto che dalle vernici, smalti e protezioni utilizzati per i materiali di costruzione piuttosto che dagli arredi. Premesso che una corretta progettazione e costruzione dovrebbe già prevedere l’utilizzo di materiali edili ed arredi privi di tali sostanze, tuttavia la loro assenza completa non è del tutto ottenibile, soprattutto se poi parliamo della percentuale di anidride carbonica prodotta dalla respirazione degli esseri umani. Per ovviare a tali inquinanti, oggi, il rimedio più evoluto ed efficace è la ventilazione meccanica controllata (VMC) che permette di ricambiare completamente l’aria indoor ogni due ore circa. La VMC gestita da un sistema di controllo e regolazione permette di mantenere sotto controllo le percentuali di presenza di VOC in ambiente aumentando, o diminuendo anche sino allo spegnimento se non necessaria, dell’immissione ed estrazione di aria nuova in ambiente. Ai fini del risparmio energetico, inoltre, la VMC deve essere necessariamente assistita da un efficace scambiatore di calore.

 

il rimedio più evoluto ed efficace è la ventilazione meccanica controllata (VMC) che permette di ricambiare completamente l’aria indoor ogni due ore circa

Va poi ricordato che l’aria nuova immessa in ambiente, mediante la VMC, non solo permette di eliminare le concentrazioni nocive di VOC ma permette anche, grazie a pre-filtri e filtri installati in ingresso della macchina VMC, di immettere aria pulita dalle concentrazioni di polveri sottili, inquinanti esterni e pollini cause di possibili patologie allergiche di chi abita gli ambienti trattati con la VMC stessa.

Luce naturale

Un ulteriore tema delicato dell’azzeramento del discomfort è legato al tema della luce naturale. Una delle principali critiche che viene mossa nei confronti di edifici altamente performanti sotto il profilo del contenimento dei consumi energetici è proprio la presunta scarsa quantità di superfici vetrate realizzabili. La critica parte dal concetto che realizzare superfici vetrate in climi caldi, ovvero mediterranei, in edifici progettati con i principi del passive building è fortemente riduttivo. Anche tale argomento deve essere analizzato ed approfondito. Progettare edifici con involucro passivo non significa, automaticamente, avere poche superfici vetrate. Il problema vero è che bisogna progettare la luce naturale all’interno di un edificio a prescindere da quale sia il suo involucro. Anche il tema della luce naturale, come tutti gli altri argomenti di fisica edile citati ha le sue regole ed i suoi principi. Anche qui, ancora una volta, le tecnologie innovative digitali, basate sulla modellizzazione dinamica, possono aiutarci a rispettare le regole della fisica edile e quindi progettare ambienti con una corretta illuminazione naturale, in grado di creare un comfort ed una piacevole emozione dell’abitare, senza necessariamente rinunciare alla realizzazione di edifici a consumo quasi zero o, meglio ancora, alla realizzazione di edifici con importanti apporti luminosi ed allo stesso tempo autosufficienti dal punto di vista energetico.