Massimiliano Caruso

Perché l’edilizia diventi un vero e proprio settore industrializzato è necessaria una costante tensione ad azzerare ogni inefficienza. Inefficienze di processo in fase di realizzazione di ogni tipo di prodotto edilizio ed inefficienze in fase di gestione e dismissione dei prodotti stessi.

Il design di prodotto

La prima grande inefficienza che deve essere combattuta è relativa al design di prodotto. Come in ogni industria, degna di tale nome, anche l’immobiliare deve potersi dotare di una vera ed efficace fase di design di prodotto. Oggi, purtroppo, tale fase non esiste, ovvero, è frammentata tra le scelte dello sviluppatore, le esigenze della Committente le scelte del progettista, l’impresa edile che realizza di fatto il prodotto, spesso riprogettandolo quasi completamente e la fase di collocazione sul mercato, del prodotto stesso, che segue logiche spesso scollegate dal pensiero iniziale del progetto stesso.
La passata bolla immobiliare ha portato l’intera filiera a pensare che non servisse un vero e proprio design di prodotto, in realtà si pensava che non servisse nemmeno il prodotto. Ogni qualsiasi tipologia di immobile veniva di fatto finanziato e commercializzato senza alcuna fatica o verifica preliminare. Perché dover investire tempo e denaro in un vero e proprio processo di design del prodotto? Tanto, qualsiasi prodotto, veniva finanziato e venduto in ogni caso. Oggi non è più così, la bolla si è sgonfiata i finanziatori prima di rendere disponibili le risorse monetarie vogliono testare, verificare e se è il caso “stressare” qualsiasi proposta di prodotto per ridurre al minimo il rischio di fallimento.

La passata bolla immobiliare ha portato l’intera filiera a pensare che non servisse un vero e proprio design di prodotto, in realtà si pensava che non servisse nemmeno il prodotto.

A ciò si aggiunge che non è più possibile vendere qualsiasi prodotto immobiliare e i prodotti sul mercato spesso non corrispondono più alla domanda. Per finire il cliente, sia per situazione contingente, sia per un cambiamento culturale, è sempre più orientato alla ricerca di un elevato grado di qualità. E’ alla ricerca di un prodotto che necessita, inevitabilmente, di un design di alto livello, un design che sappia prevedere le richieste di una clientela sempre nuova, o che sappia addirittura creare una cultura del prodotto sino a farne un oggetto ricercato dal cliente stesso.

Ogni serio processo il design deve anche essere efficiente in se e deve essere capace di ridurre a zero le inefficienze di cantiere, le inefficienze manutentive e gestionali del prodotto finale. Per tale motivo ogni efficace Building Information Modeling (BIM) potrà essere un valido strumento per il design di prodotto riducendo a zero le tipiche inefficienze di progettazione, di cantiere e di manutenzione.

Nuovi modelli di progettazione dinamica

Sono necessari nuovi modelli di progettazione dinamica in grado di gestire la complessità di sovrapposizione di tutte le fai di design compresa la cantierizzazione, grazie ad un esecuzione delle opere altamente industrializzata e di gestione grazie ad un BIM efficace ed in grado di gestire in modo automatico anche i processi di manutenzione, verificare, grazie all’internet of things, l’efficienza della manutenzione ordinaria e programmare la straordinaria con metodo predittivo, eliminando ogni inefficienza dovuta ad una manutenzione ordinaria a rottura.

Pensare che tutto ciò possa essere lontano nel tempo o, peggio, che possa essere solo una moda ci pone in una pericolosa inerzia, come chi pensava che il CAD non avrebbe mai sostituito completamente i tecnigrafi , o come chi pensava che la telefonia, o la rete web, fossero solo delle mode che sarebbero passate così come erano arrivate.