Massimiliano Caruso

Edilizia 0.0 significa anche accettare, provocatoriamente, che la filiera dell’immobiliare è ben lontana dalla possibilità di agganciare la trasformazione massiva che sta maturando attraverso quella che oggi è chiamata “ l’industrializzazione 4.0”.

Industrializzazione 4.0

Con questo termine si intende una nuova fase dell’industrializzazione caratterizzata dal matrimonio fra produzione industriale e Information Technology. In sostanza, tutte le prossime trasformazioni nell’ambito della produzione industriale, in particolar modo di quella manifatturiera, saranno strettamente legate ai rapidi progressi dell’Information Technology.

Non a caso, si parla di “quarta rivoluzione industriale” (o di Industria 4.0): dopo il vapore (prima), l’elettricità (seconda) e i computer (terza), il volano della quarta sarà l’Internet of Things e la sua integrazione all’interno dei processi industriali. Per parlare di industrializzazione 4.0 significa che ci sono già state altre tre rivoluzioni industriali.

le prossime trasformazioni saranno strettamente legate ai rapidi progressi dell’Information Technology

L’edilizia e la filiera dell’immobiliare certamente hanno partecipato timidamente alla terza (basti pensare che oggi in cantiere si lavora con scarsità di pc, automazione e robot) e alla seconda ma, certamente, hanno smarrito la strada maestra tracciata dalla prima (il concetto base di industria: cioè produrre attraverso procedure standardizzate, permettendo quindi la produzione di beni su larga scala, cioè in grandi quantità mantenendo alta la qualità e bassi i costi).

Un rinnovamento radicale

Parlare allora di Edilizia 0.0 significa anche avere il coraggio di ripartire da una nuova visione “disruptive” di filiera industrializzata, significa entrare nella quarta rivoluzione industriale rivisitando e rivoluzionando il sistema di organizzazione della filiera stessa.
Significa anche lanciare una provocazione per aprire un percorso culturale, a partire dalla committenza, da chi investe e sviluppa, a chi progetta, per arrivare sino all’operatore di cantiere al venditore ed al gestore del prodotto immobiliare. Un percorso culturale consapevole che la filiera dell’immobiliare non può più prescindere dall’accettare di diventare veramente un’industria moderna, digitalizzata, fortemente votata alle tecnologie innovative per orientarsi verso un’organizzazione di tipo esponenziale dei processi che la regolano e che sono i soli a poterla proiettare nell’industrializzazione 4.0, insieme all’eccellenza della manifattura italiana ed al resto di tutte le eccellenze industriali del made in Italy.
D’altra parte solo grazie a tale profonda rivisitazione e rinnovamento radicale l’industria dell’immobiliare potrà iniziare il processo di ricerca del benessere della persona e di una nuova visione antropocentrica ed etica dell’abitare.

Un nuovo inizio: azzerare

Da dove iniziare a modificare i processi della filiera edilizia per portare l’immobiliare sul treno della prossima rivoluzione industriale e della digitalizzazione? Inizierei proprio dall’azzerare tutto ciò che non vincola e zavorra il mondo dell’edilizia nelle sue fondamenta, nella sua “posizione 0.0”. Inizierei dall’azzerare le emissioni in atmosfera, i consumi di energia, gli scarti in ambiente e lo spreco inutile di risorse e materie preziose, inizierei dall’azzerare lo spreco di potenzialità umane ed organizzative, azzerare le inefficienze che rendono insicuro l’ambiente e gli edifici o che generano dei prodotti immobiliari di scarsa qualità, azzerare ogni discomfort che non permette di creare le condizioni essenziali per la ricerca del benessere psico-fisico che è premessa del benessere superiore ed ontologico da cui scaturisce tutto questo processo di ricerca.

 

Leggi anche: EDILIZIA 0.0 – PARTE I