Massimiliano Caruso

La creazione di nuovi modelli industriali di gestione e la creazione di prodotti e servizi innovativi, capaci di incarnare nel territorio le più innovative tecnologie, sono le prerogative che possono rendere possibile la trasformazione massiva del mercato immobiliare secondo quella che definirei “edilizia 0.0”.

Un edilizia che “azzera”

Un nuovo modo di intendere l’edilizia e di conseguenza l’intero mercato immobiliare, a partire da ciò che è all’origine di un modo di costruire ed abitare antropocentrico. Un edilizia che “azzera” tutto ciò che è contro l’uomo e l’ambiente per valorizzare tutte le forme architettoniche e le tecnologie innovative che sapientemente si fondono per esaltare solo il “benessere” dell’uomo: appunto una nuova edilizia antropocentrica.

Se cerchiamo il significato della parola benessere troviamo la definizione: “Il benessere (da ben – essere = “stare bene” o “esistere bene”) è uno stato che coinvolge tutti gli aspetti dell’essere umano, e caratterizza la qualità della vita di ogni singola persona”.

Edilizia 0.0 significa ripartire dall’origine, dal punto zero di una ricerca. Il punto zero inizia dall’azzerare ogni condizione che è contraria alla persona ed al suo “esistere bene” ed “esistere bene nel rispetto dell’ambiente”.

Da dove iniziare allora questo processo di ricerca per un abitare che renda possibile il benessere della persona?

Benessere psico-fisico

Inizierei proprio dall’azzerare tutto ciò che vincola e zavorra il mondo dell’edilizia nelle sue fondamenta, nella sua “posizione 0.0”. Inizierei dall’azzerare le emissioni in atmosfera, i consumi di energia, gli scarti in ambiente e lo spreco inutile di risorse e materie preziose, inizierei dall’azzerare lo spreco di potenzialità umane ed organizzative, azzerare le inefficienze che rendono insicuro l’ambiente e gli edifici o che generano dei prodotti immobiliari di scarsa qualità, azzerare ogni discomfort che non permette di creare le condizioni essenziali per la ricerca del benessere psico-fisico che è premessa del benessere superiore ed ontologico da cui scaturisce tutto questo processo di ricerca.

Credo che queste sono le premesse e le basi dalle quali ripartire e sulle quali ricostruire il futuro dell’abitare, ma credo che questi “azzeramenti” siano anche l’eliminazione di quelle zavorre che tengono l’edilizia ferma, in una condizione sospensiva, in un lungo momento inerziale che non le permette di ripartire, di ricominciare a correre, per un futuro dell’abitare dove al centro c’è sempre la persona ed il suo “essere bene”.